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Ichthyophthirius multifiliis

Ichthyophthirius
multifiliis
(Ichthyo, malattia dei puntini bianchi)
E’ sicuramente questa la malattia più diffusa nell’acquario tropicale d’acqua
dolce. E’ favorita da un brusco abbassamento della temperatura. Se
sottovalutata è sicuramente una malattia molto pericolosa in quanto colpirebbe,
in modo epidemico, tutti gli ospiti dei nostri acquari.
E’ causata da un protozoo ciliato, l’ichthyophthirius multifilis; questi, non
appena i pesci vengono debilitati dall’abbassamento improvviso della
temperatura dell’acqua, penetra nell’epidermide e comincia la sua fase di
accrescimento nutrendosi dei globuli rossi del suo ospite. In questa fase, sul
corpo del pesce, appaiono i primi puntini bianchi; questi si formano per la
reazione della cute dell’animale colpito in contrasto all’azione rotatoria del
parassita sotto l’epidermide. Conclusa la fase di sviluppo il parassita
abbandona il pesce dove era incistato e si lascia precipitare sul fondo
dell’acquario generando fino ad un massimo di 1.200 giovani esemplari (da qui
il nome multifilis, ovvero tanti figli) che andranno ad infestare gli altri
pesci dell’acquario moltiplicando in numero esponenziale i puntini bianchi
sull’epidermide dei pesci.
Il ciclo di sviluppo di questo parassita è influenzato dalla temperatura,
infatti tra i 20 e i 26° C il periodo di sviluppo del parassita dura fino a 4
giorni, mentre a temperature sensibilmente più basse il periodo di
accrescimento arriva fino ad un mese. A temperature superiori, a 30° C, lo
sviluppo del parassita, si arresta poiché temperature elevate provocano la
diminuzione dell’ossigeno causando la morte del protozoo per soffocamento;
inoltre se i parassiti si trovano isolati in un acquario privo di pesci muoiono
nell’arco delle 72 ore.
Riconoscere la malattia
I pesci colpiti da questa malattia mostrano sintomi abbastanza evidenti: si
sfregano contro gli elementi d’arredo dell’acquario, tengono le pinne, specie
quella caudale, chiuse; nuotano a scatti e dopo un paio di giorni cominciano a
mostrare i primi puntini bianchi e lo sfilacciamento delle pinne.
Come curarla
Un primo intervento da effettuare è senz’altro quello di innalzare
gradualmente la temperatura fino a 29-30° C, in modo da accelerare lo sviluppo
del parassita e renderlo quindi più vulnerabile.
A questo punto si deve effettuare un trattamento antiparassitario con sostanze
a base di blu di metilene o verde di malachite, associati ad un antibiotico che
curi le lesioni causate dal parassita sull’epidermide dei soggetti colpiti.
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© D.S.
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