LA
DIPLASIA DELL'ANCA
La displasia è
una malformazione dell’articolazione coxo-femorale nelle componenti acetabolare
e/o femorale, che porta a malattia degenerativa articolare oppure a
artrosi cronica.
Si manifesta generalmente in cani di taglia media, grande o gigante.
Inizialmente considerata una patologia del periodo dell’accrescimento, sono
stati successivamente identificati aspetti ereditari.
La causa è
tuttavia multifattoriale. Ossia numerosi fattori portano allo sviluppo della
malattia, quali quelli genetici, ma anche ambientali e nutrizionali, e ne
determinano la gravità.
La displasia,
viene trasmessa per via ereditaria da genitori a discendenti, ma non è presente
alla nascita in quanto l’articolazione si conforma al momento della crescita.
Una perfetta conformazione dell’articolazione, viene a costituirsi in un ampio
meccanismo dove concorrono la conformazione del bacino, la forma del collo e
dell’osso del femore, la capsula articolare e ancora muscoli e tendini, nonché
il peso del cane. Pertanto vengono ad interagire con la conformazione
dell’articolazione anche fattori nutrizionali e il tipo di attività sportiva.
Dopo il periodo dello sviluppo in cui la struttura articolare è ancora
plasmabile, la mancata congruenza articolare provocherà un’usura e una
degenerazione cronica che porterà inevitabilmente ad artrosi dolorosa e progressiva.
invalidante in maniera più o meno grave per il soggetto affetto.
Il
controllo della malattia
A tutt’oggi
non sono stati individuati i geni portatori del difetto, per cui il controllo
della diffusione di questa malattia può essere solo a livello riproduttivo.
Esaminando il fenotipo, individuando cioè il difetto negli adulti e guidando la
selezione in modo da escludere questi soggetti dalla riproduzione.
Nell’animale che ne è colpito in giovane età, l’unica terapia consisterà
nell’arginare le aggravanti: tenendo controllato il peso, in una corretta
alimentazione, e in un’attività motoria mirata a non aggravare le condizioni
dell’articolazione e a rinforzarne la muscolatura.
In età più avanzata non rimarrà che seguire il cane, come un’artrosi cercando
di non far compiere sforzi e arrivando di solito a degli antidolorifici.
Il
controllo ufficiale in Italia.
Nel nostro
paese sono attive due Centrali di Lettura delle Malattie Scheletriche Genetiche
e ereditarie del Cane, una a Ferrara e una più recentemente fondata dalla
Fondazione Salute Animale a Cremona.
Le associazioni cinofile che hanno regolamentato e reso obbligatorio il
controllo della displasia per le prove di selezione sono quelle delle seguenti
razze: Pastore tedesco, Dobermann, Rottweiler, Pastore Belga, Terranova e
Schnauzer.
Questo impone che per tali razze sia necessario eseguire una radiografia volta
ad escludere la displasia. Il referto porterà il grado di displasia, seguendo
una classificazione della FCI e dei vari paesi europei che prevede 5 gradi
(Normale, quasi normale, leggera displasia, media displasia e grave displasia).
Verificata l’essenza della displasia , il referto verrà archiviato presso il
Centro di Lettura ufficiale. Questo darà al cane la possibilità di accedere
alle prove di lavoro e una volta conseguito lo ZTP verrà apposto sul pedigree.
Per molte altre razze, pur se non obbligatorio, viene tuttavia consigliato
dall’associazione di razza.
Si può far eseguire anche privatamente per il proprio cane, nel caso di dubbio,
una radiografia che verrà sempre inviata ad un Centro di Lettura dal proprio
veterinario, ma che sarà in forma di interesse privato, con minor costo.
Al minimo sospetto nelle taglie medio-grandi è sempre consigliabile far
eseguire questo controllo dal veterinario di fiducia. Si può far eseguire a sei
mesi in forma indicativa, per eventualmente diagnosticare precocemente la
displasia o in forma definitiva ad un anno di età. Per le razze giganti è consigliato
l’anno e mezzo, essendo l’accrescimento più lungo.
(scritto da
Nora)