Leishmaniosi
Terapia
Studio preliminare sulla
valutazione dell’associazione marbofloxacina, metronidazolo ed allopurinolo su
soggetti leishmaniotici affetti da insufficienza renale
La leishmaniosi canina è una grave
malattia sistemica di difficile diagnosi e terapia sostenuta, nel bacino del
Mediterraneo, da L. infantum.
I presidi terapeutici attualmente disponibili seppure spesso in grado di
risolvere i sintomi clinici, non sono quasi mai sufficienti a provvedere alla
sterilizzazione del cane dal parassita e sono inoltre spesso responsabili di
effetti collaterali che talvolta ne precludono l’utilizzo.
La mancanza di un farmaco in grado di riunire in sé la capacità di risolvere la
sintomatologia clinica, di eliminare totalmente il parassita dall’organismo, di
essere privo di effetti collaterali, di non indurre resistenza e,
possibilmente, di essere economico, giustifica la ricerca di presidi
alternativi a quelli già noti che abbiano in sé almeno alcuni dei requisiti
richiesti. In questa ottica ci siamo rivolti a valutare l’associazione tra una
molecola antibiotica, la marbofloxacina, l’allopurinolo ed il metronidazolo
iniziando dai soggetti leishmaniotici
affetti da insufficienza renale, che come è noto sono i più difficili da
trattare nella pratica clinica.
Materiali e metodi
Sono stati selezionati soggetti con azotemia > 100 mg/dl e creatininemia > 2.5 mg/dl,
rapporto PU/CU > 1
non precedentemente trattati o sottoposti a trattamenti che avevano dovuto
essere sospesi per l’aggravarsi delle condizioni cliniche del cane. I pazienti
erano tutti con positività sierologica IFAT
> 1:160, elettroforesi
proteica alterata in modo compatibile con lo stato di malattia
e, nella maggior parte dei casi, con l’evidenziazione
diretta degli amastigoti tramite agoaspirato.
I soggetti (22) sono stati sottoposti a trattamento con marbofloxacina PO
5mg/kg per un mese, allopurinolo 30mg/kg per almeno tre mesi e metronidazolo
15mg/kg PO BID per un mese.
A tale trattamento veniva associata un’adeguata terapia di supporto per
l’insufficienza renale con fluidoterapia
intensiva, utilizzo di ACE-inibitori,
idrossido di alluminio
ed eventualmente metoclopramide e ranitidina nei soggetti che
presentavano vomito.Tutti sono stati alimentati con diete per l’insufficienza
renale.
Risultati
Ad eccezione di quattro cani deceduti
nella prima settimana per lo stadio oramai terminale della malattia
renale, gli altri 18 casi hanno avuto un miglioramento
classificabile clinicamente da buono
ad eccellente. 15 cani hanno raggiunto la normalizzazione della
frazione globulinica dell’elettroforesi proteica in un periodo compreso
tra un mese e due mesi dall’inizio della terapia, mentre per tre casi è stato
necessario aggiungere del Glucantime®
dopo la stabilizzazione dei parametri renali. Tutti i cani
erano in vita otto mesi dopo il
trattamento e non mostravano sintomi di recidiva, la maggior
parte di essi manifestava una proteinuria
persistente seppure di lieve entità.
Solo due casi più recenti sono stati testati dopo la guarigione clinica con PCR
linfonodale risultando negativi, mentre erano positivi al DTH.
Discussione
Recenti lavori sembrano confermare
l’efficacia nella terapia della leishmaniosi di alcuni fluorochinoloni
(enrofloxacina) sia da soli che in associazione al metronidazolo.
L’efficacia si esplicherebbe attraverso la modulazione della risposta
immunitaria con un potenziamento della killing
activity macrofagica.
Poco o nulla si sa sull’azione in tal senso della marbofloxacina anche se è
probabile un’attività simile a quella dell’enrofloxacina.
I risultati raggiunti nella nostra sperimentazione, seppure parziale, ci
porterebbero ad ipotizzare un sinergismo tra l’associazione marbofloxacina-metronidazolo
e l’allopurinolo come confermerebbe la buona risposta clinica ottenuta anche su
quei cani precedentemente trattati senza successo con solo allopurinolo.
Riteniamo pertanto che la nostra esperienza possa aprire la strada a nuove
sperimentazioni che, utilizzando anche parametri di valutazione quali la
determinazione della carica parassitaria pre e post trattamento, confermino
l’efficacia del protocollo che potrebbe essere considerato come seconda scelta nella terapia della leishmaniosi.
Comunicazione personale ulteriore da
parte dell’Autore (successiva alla presentazione del lavoro)
Rispetto a quel lavoro, nelle fasi
successive dell’applicazione del protocollo non ho tuttavia ottenuto le eccellenti percentuali di risoluzione
presentate, e questo non tanto per il mancato funzionamento
dell’associazione, quanto perché, per motivi etici, è stato applicato in
soggetti con lesioni renali talmente gravi da essere irrecuperabili. Tale
associazione non è in nessun modo
paragonabile a quella tra il Glucantime® e
l’allopurinolo che agisce con attività leishmanicida, ma ha senso in quei
soggetti in cui tale associazione è impraticabile. Inoltre, rispetto a quanto
presentato, ho tolto il metronidazolo
che non mi sembra offrire alcun vantaggio supplementare, ed ho ridotto, in
accordo alla casa produttrice, il dosaggio della marbofloxacina da 5 mg/kg a 2,5 mg/kg/die.
Gentilmente
concesso dal Dr Francesco Stefani,
Clinica Veterinaria Costa d’Argento - Orbetello Scalo (GR).
Lavoro
presentato nel corso del WorldLeish 3, Palermo, aprile 2005