LA TERAPIA
CHIRURGICA DELLA DISPLASIA
DELL’ANCA
La
displasia dell’anca è suscettibile anche di trattamento chirurgico. In questo
caso, è opportuno rivolgersi allo specialista ortopedico, in quanto sia la
scelta di procedere o no con l’intervento, sia di quale tecnica impiegare sono
piuttosto delicate, e dipendono da diversi fattori.
In
linea generale, i risultati migliori si possono ottenere nei soggetti giovani,
in cui non si sia ancora stabilita l’artrosi, ma, va detto, non tutti i cani a
cui in giovane età viene diagnosticata la patologia per via radiografica
mostreranno dei sintomi in futuro. In questo caso, l’intervento di elezione è
la osteotomia pelvica, in cui si interviene sul bacino per migliorare la
copertura della testa del femore.
Per
i cani adulti, in cui l’artrosi sia già in stadio avanzato e nei quali il
trattamento medico non dia risultati soddisfacenti, è possibile fare ricorso
alla protesi totale d’anca, in cui si “sostituiscono” sia la componente
acetabolare che quella femorale; questo intervento dà buoni risultati, sia in
termini di funzionalità sia di libertà dal dolore. Ultima ipotesi, sempre per
questa categoria di pazienti, al fine di eliminare il dolore, è l’asportazione
della testa e del collo del femore. Questa tecnica mira a creare un falsa
articolazione fibrosa, la cui funzionalità, però, non è del tutto prevedibile
(anche se comunque migliore rispetto a prima dell’intervento), per cui, in
realtà, questo intervento è considerato una procedura di salvataggio, da
attuare in casi gravi quando il proprietario non ha la possibilità economica di
accedere ad altre opzioni e la terapia medica non consente un’adeguata qualità
di vita.
In
ogni caso, è imperativo affidarsi ad uno specialista di grande esperienza.
Dott.ssa Laura Marazzini